Best practice per il deployment del VDI
Article by Karolina Kurzac

Best practice per il deployment del VDI

I virtual desktop e il VDI possono portare numerosi vantaggi alle aziende che vogliono essere più agili e ridurre i costi e la complessità della moltitudine di desktop client, laptop e dispositivi portatili che si trovano a gestire. Le aziende “virtualizzate” possono trarre vantaggio dalla gestione centralizzata, implementazione rapida e standardizzata, costi di supporto più bassi e maggiore sicurezza. Il VDI, però, può introdurre diverse sfide alle aziende che non pianificano o implementano correttamente gli aspetti tecnologici. Molti progetti pilota VDI falliscono a causa di una progettazione errata che porta problemi di prestazione e insoddisfazione degli utenti finali.

Diamo allora un’occhiata alle diverse best practice e cerchiamo di capire perché queste sono importanti da considerare prima, durante e dopo l’installazione, così come in una successiva “fase 2” del progetto.

Best practice per il deployment del VDI

Quando si pensa al deployment di un’infrastruttura VDI è necessario considerare diversi aspetti per garantire un buon risultato finale.

Le fasi importanti sono:

  • Comprendere i requisiti dell’utente finale
  • Progettare correttamente la rete e lo storage VDI
  • Decidere come fornire i desktop virtuali: persistenti o non persistenti
  • Utilizzare una soluzione di management per i dispositivi Thin Client
  • Rendere gli ambienti VDI altamente affidabili

Diamo uno sguardo ad ognuna di queste considerazioni per capirne l’importanza in fase di distribuzione della soluzione VDI.

Comprendere i requisiti dell’utente finale

Per implementare una soluzione VDI di successo e performante per la propria azienda è necessario determinare le esigenze dell’utente finale. È necessario conoscere le applicazioni in utilizzo per dimensionare correttamente la soluzione VDI. Ovviamente, i requisiti di prestazione per gli utenti che eseguono rendering di grafica 3D saranno diversi rispetto a quelli degli utenti che eseguono semplicemente applicazioni di posta elettronica e web. Una distribuzione VDI di successo spesso dipende dalla precisione di queste verifiche.

La verifica include anche questi possibili requisiti dell’utente finale:

  • Supporto a monitor
  • Persistenza del profilo
  • Redirezione USB
  • Profili audio
  • Necessità riguardanti le stampanti
  • Necessità riguardanti gli scanner
  • Necessità riguardanti la two factor authentication/smart card

Considerare tutte queste aree chiave aiuta a garantire un progetto VDI di successo.

Progettare correttamente la rete e lo storage VDI

Una delle pratiche più importanti in un deploy VDI riguarda la corretta progettazione della rete e dello storage. Se progettati in modo errato, le conseguenze possono essere disastrose: sia sul piano delle prestazioni VDI, sia sul piano di soddisfazione complessiva dell’utente finale.

La rete diventa una componente ancora più importante nelle implementazioni VDI, poiché viene utilizzata non solo per scambiare dati tra l’utente finale e i server, ma anche per l’effettiva user experience dell’utente. L’architettura VDI coinvolge macchine virtuali centralizzate in esecuzione nel datacenter, il desktop VDI per l’utente finale dipende da protocolli quali PCoIP, ICA, RDP, o Blast Extreme (VMware), portando i dati tra l’utente finale e il datacenter. Ciò pone un maggiore onere sulla rete sottostante, che deve essere in grado di trasmettere i dati di visualizzazione VDI attraverso il mezzo trasmissivo. Inoltre, le aziende devono comprendere come il traffico VDI e l’esperienza utente differiscono, tra le connessioni LAN e WAN. Sarebbe un errore per una installazione PoC in VDI, o per le installazioni di test, includere solo connessioni LAN. Le aziende devono comprendere appieno tutti gli aspetti delle prestazioni VDI quando si collegano sia dalle connessioni LAN ad alta velocità sia dai collegamenti più lenti come la WAN. Che dire invece dello storage?

Non sottolineeremo mai abbastanza quanto sia cruciale un’archiviazione correttamente progettata per un deploy VDI di successo. Se pensiamo alle workstation tradizionali, queste operano in modo distribuito; tutte le prestazioni di elaborazione, memoria e archiviazione sono contenute in ogni singola workstation. In un ambiente VDI, invece, si trovano tutte centralizzate.

Il sottosistema di archiviazione VDI deve essere in grado di gestire tutti i requisiti di prestazioni I/O di tutte le macchine virtuali VDI degli utenti finali. Ciò include qualsiasi “picco”, ovvero un insieme di eventi che possono saturare il sistema di storage. Questi possono includere: avvio, accesso e disconnessione di un numero elevato di utenti finali VDI durante lo stesso periodo di tempo: lo storage VDI finisce per saturarsi e causare problemi di prestazione.

I nuovi array SAN ibridi o flash sono abbastanza potenti da poter alleviare molti dei problemi associati ai “picchi”. Altre soluzioni di storage definite dal software come vSAN offrono funzionalità allettanti legate al VDI, per via della facilità di scalabilità verticale, oltre ad altri vantaggi architetturali.

Avere ben in mente l’importanza della rete e dello storage quando si forniscono ambienti VDI è sicuramente una best practice necessaria per il successo della distribuzione.

Decidere come fornire i desktop virtuali: persistenti o non persistenti

Una delle decisioni che devono essere prese è quale tipo di desktop virtuale verrà distribuito tramite il VDI. Esistono due tipi di desktop virtuali che possono essere utilizzati: persistenti e non persistenti. Quali sono le differenze e i casi d’uso?

I desktop virtuali persistenti sono più in linea con la stessa filosofia delle stazioni di lavoro fisiche assegnate agli utenti. La workstation è assegnata a un certo utente e questo vedrà sempre il suo desktop virtuale ogni volta che accede alla rete.

Con i desktop virtuali non persistenti, invece, gli amministratori impostano un “pool” di desktop creati da un’immagine di desktop virtuale. Quando l’utente eseguirà l’accesso, gli verrà assegnato a uno dei desktop virtuali generici nel pool.

I desktop virtuali persistenti portano molta della semplicità della gestione dell’infrastruttura fisica nel mondo del VDI. Tuttavia, possono anche aggiungere un sovraccarico allo spazio di archiviazione poiché ogni utente avrà un’immagine desktop virtuale specifica che viene archiviata e gestita. Il vantaggio è che i dati sono persistenti e possono essere gestiti in modo tradizionale.

I desktop virtuali non persistenti sono più efficienti dal punto di vista dell’archiviazione e della gestione poiché esiste una sola immagine per la manutenzione e il provisioning dei desktop virtuali può essere riciclato quando un utente si disconnette. Gli ambienti non persistenti aggiungono complessità della gestione dei profili utente e dei dati utente in un modo meno tradizionale. Generalmente, usando il reindirizzamento o altri prodotti come VMware User Environment Manager, queste sfide possono essere superate con implementazioni non persistenti.

Le aziende dovranno valutare le esigenze degli utenti finali e decidere quale tipo di provisioning funzionerà meglio per le loro particolarità e casi d’uso.

Utilizzare una soluzione di management per i dispositivi Thin Client

Un aspetto importante da considerare quando si implementa una soluzione VDI è la gestione dei dispositivi Thin Client. Anche se le workstation fisiche vengono sostituite da desktop virtuali in esecuzione su una piattaforma VDI, gli utenti finali hanno comunque bisogno di un modo per accedere a quei desktop. I Thin Client sono configurati con un hardware interno molto più leggero, un s.o. ridotto e molto più economico rispetto ad altre workstation fisiche.

La distribuzione dei nuovi Thin Client può rappresentare un grande investimento per le aziende che si spostano verso il VDI. Tuttavia, utilizzando un software di gestione come Praim ThinMan o un software in grado di trasformare i device aziendali in Thin Client, come Praim ThinOX, è possibile far fronte a questa sfida. Ci sono poi anche altri software che possono aiutare, come Praim Agile4PC che consente la standardizzazione dell’interfaccia VDI su tutti i dispositivi Thin Client, e Praim ThinMan Repeater permette una distribuzione efficiente dei Thin Client su collegamenti WAN.

Praim ThinMan, assieme al s.o.ThinOX e ai software Agile4PC e ThnMan Repeater ti consente di:

  • Trasformare i PC in client VDI.
  • Centralizzare la gestione dei Thin Client.
  • Fornire un’interfaccia standardizzata su tutti i dispositivi client.
  • Gestire da remoto i dispositivi Thin Client.
  • Automatizzare la configurazione dei dispositivi Thin Client.
  • Fornire soluzioni di gestione VDI su collegamenti WAN che aiutano a ridurre problemi e costi relativi alla larghezza di banda della WAN.

Quando pensano alle best practice di distribuzione VDI, le aziende non considerano la gestione dei Thin Client come un aspetto importante. Utilizzando Praim ThinMan, ThinOX, Agile4PC e ThinMan Repeater, gli amministratori dispongono di una potente soluzione integrata e a portata di mano per fornire gestione remota e configurazione automatica dei Thin Client degli utenti finali.

Rendere gli ambienti VDI altamente affidabili

Per le aziende è fondamentale comprendere l’importanza di rendere altamente affidabile una soluzione VDI. In generale ci sono molti aspetti degli hypervisor moderni che li rendono resilienti e disponibili come VMware HA, ecc. In una infrastruttura client/server tradizionale, se una postazione di lavoro si rompe, tutte le altre rimangono attive e in esecuzione. Al contrario, utilizzando una soluzione VDI, TUTTI i desktop degli utenti finali si affideranno all’affidabilità della soluzione VDI in back-end. Detto ciò, assicurarsi di costruire un numero sufficiente di host nel cluster VDI, con percorsi di dati ridondanti per lo storage e connessioni di rete e alimentazione ridondante, contribuirà ad alleviare le preoccupazioni sulla disponibilità. Un’hypervisor e una soluzione di archiviazione ben progettate sorpasseranno qualsiasi problema che possa sorgere.

Conclusioni

Le soluzioni VDI offrono enormi vantaggi alle aziende in termini di gestione, prestazioni e sicurezza. Tuttavia, ci sono importanti best practice di implementazione che devono essere considerate se si vuole passare a una soluzione VDI. Ciò include la comprensione dei requisiti dell’utente finale, la progettazione e il dimensionamento corretto della rete VDI e dello storage, la decisione su come eseguire il provisioning dei desktop degli utenti, l’utilizzo di una soluzione di gestione Thin Client e la garanzia di un’elevata disponibilità. Con una corretta pianificazione e test con un POC ben progettato, le aziende possono aspettarsi di ottenere una distribuzione VDI efficace, ben funzionante e senza problemi.

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