Article by Michele Gasparoli

I costi di gestione dell’IT: perché è importante razionalizzare gli investimenti in tecnologie

Quando si parla di IT in azienda, ci si riferisce a una quantità di diverse tecnologie. Possono essere hardware o software o altro ancora, come servizi o consulenza. Ma da sempre hanno uno scopo comune: quello di gestire e far funzionare al meglio l’azienda, rendendola più competitiva e più in grado di affrontare tempestivamente le insidie del mercato. Non solo: oggi, in epoca di trasformazione digitale, l’IT rappresenta l’abilitatore per eccellenza di molti dei nuovi business o dei nuovi servizi che si sono affacciati sulla scena del mercato. Gli esempi, anche eccellenti soprattutto in termini di innovazione, non mancano, e si tratta proprio di casi che proprio non esisterebbero se non ci fosse un’infrastruttura IT a renderli possibili.

Le due anime dell’IT aziendale

Tralasciando questi fenomeni, sicuramente interessanti per comprendere appieno il fenomeno della digital transformation che sta cambiando il volto all’economia, l’IT non ha minore importanza nelle aziende più “normali”, in quanto costituisce senz’altro un elemento fondamentale per la corretta gestione delle imprese, oltre a essere un potente motore per l’innovazione. In un’epoca in cui chi non innova è fatalmente destinato a lasciare spazio sul mercato a chi invece fa dell’innovazione una priorità strategica, diviene pertanto essenziale gestire il budget IT nella maniera più razionale possibile. Con due vincoli di fondo: da una parte, quello che vede perdurare in molti casi la tendenza a mantenere i budget inalterati se non a limarli in maniera più o meno percettibile, e dall’altra parte il sempre più conclamato “dualismo” dell’IT, che da un lato è lo strumento di gestione dell’azienda e dall’altro lato è il motore dell’innovazione.

Liberare risorse per innovare

La vera sfida di oggi è proprio quella di riuscire a conciliare queste diverse anime di quello che va sotto il nome di “IT aziendale”, con un approccio volto a massimizzare il ritorno sugli investimenti. Pensare in termini strategici può essere utile per capire quali voci di spesa sono da ottimizzare e quali invece devono essere se possibile incrementate. Un primo suggerimento, in questa epoca di trasformazione digitale, è quello di destinare maggiori risorse agli investimenti che possono generare vera innovazione, capace di assicurare vantaggi competitivi per l’azienda o perlomeno in grado di mantenerla concorrenziale. Ma oggi capita spesso che il budget IT generale non preveda incrementi significativi, oppure che prevalga la regola del “fare di più a meno”. È in questi casi che un approccio strutturato alle diverse voci di costo può consentire di trovare le risorse per gli investimenti in innovazione, che possono essere ricavate variando il mix della spesa IT. È infatti noto che oggi una buona parte del budget IT delle aziende è tuttora destinato a gestire e a mantenere le infrastrutture esistenti, cioè il cosiddetto “legacy”.

Qualche suggerimento

Le opzioni possono essere molte: per chi ha infrastrutture di grandi dimensioni, possono essere di aiuto le operazioni volte al consolidamento del data center, che costituisce tuttora una delle voci più importanti della spesa IT generale. Sempre riguardo al data center, alcune funzioni possono essere portate in cloud, affidandosi a un fornitore di servizi cloud e trasformando la spesa, che diventa operativa e non più in conto capitale.

Tra gli altri esempi rilevanti di voci di spesa IT che possono essere ottimizzate, vi sono anche quelle relative alle postazioni di lavoro: da tempo il mercato offre infatti numerose opzioni per la razionalizzazione della gestione dei PC, che vanno dalla gestione centralizzata alla trasformazione dei PC in thin client, oppure alla sostituzione dei PC stessi con thin client. Sono questi ultimi la carta vincente per una riduzione dei TCO in ottica di liberazione di risorse da impiegare in innovazione: già a livello di consumo energetico, il paragone con il PC tradizionale mostra come il thin client si accontenti dai 3 ai 25 Watt, mentre il PC viaggia intorno ai 150 Watt, con un risparmio calcolato che può arrivare fino a 75 Euro all’anno per ciascuna postazione. Non solo: i thin client godono anche di una vita media estremamente più alta delle postazioni PC, dalle 7 alle 10 volte superiori, grazie al fatto che non sono dotati di parti in movimento quali hard disk e ventole.

Infine, grazie alla possibilità di installazione in cloud o in VDI, come infrastruttura desktop virtuale, l’investimento in thin client si caratterizza per essere meno soggetto a obsolescenza. È anche per questo che razionalizzare gli investimenti in hardware come i thin client rappresenta un ottimo veicolo per inserire innovazione in azienda, con la certezza di disporre sempre di infrastrutture più flessibili e più gestibili.

 

 

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