Article by Alessio Broccardo

Il dispositivo: oltre l’ultimo pezzo del puzzle

Ci sono sentimenti e pensieri contrastanti sull’importanza del ruolo dell’endpoint in infrastrutture VDI (Virtual Desktop Infrastructure). Consumatori ed aziende stanno vivendo un momento transitorio molto importante in cui tecnologie VDI e servizi cloud diventano di uso sempre più comune (seppur le risorse locali on premise rimangono largamente diffuse). Se queste tecnologie definiscono in maniera chiara il modo di fornire applicativi e risorse remote, rimane ancora un grande punto interrogativo sul futuro dei dispositivi endpoint. Quali elementi chiave e quali caratteristiche essenziali devono possedere? Dobbiamo considerarli solo come un mero mezzo di accesso, o dobbiamo aspettarci di più?

Guardando all’attuale panorama dei dispositivi aziendali scopriamo che la maggioranza delle aziende ha un parco misto di tecnologie e dispositivi. Limiti di budget, applicazioni legacy, futuro incerto e requisiti poco chiari forzano molte volte strategie affrettate per necessità immediate piuttosto che strategie smart lungimiranti. Mancando di elementi strategici chiari, il parco dispositivi aziendale risulta confusionario e fortemente eterogeneo: PC, laptop, tablet, smartphone, Thin e Zero Client. Queste realtà creano confusione tra gli utenti, inefficienza tra gli amministratori IT e non aiutano la produttività e redditività globale della società.

In un’epoca in cui la tecnologia è il mezzo lavorativo principe per la maggior parte dei dipendenti, è facile capire come i dispositivi endpoint assumano un ruolo ed un’influenza vitale sulle strategie ed obiettivi aziendali (massimizzazione della produttività, redditività e una maggiore sicurezza). In questo scenario, bisogna considerare due categorie fondamentali: gli utenti e gli amministratori IT. Da un lato, le aziende devono rispondere alle esigenze di semplicità e facilità d’uso degli utenti, dall’altro alle esigenze di sicurezza e riduzione dei costi operativi degli amministratori. Dal punto di vista dei dispositivi endpoint la chiave è quella di fornire dispositivi affidabili e facili da usare agli utenti, e potenti strumenti di gestione e monitoraggio agli amministratori.

Oggigiorno, l’avvento degli smartphone e dei dispositivi touch ha cambiato radicalmente le aspettative degli utenti e il modo di utilizzo dei propri dispositivi. Sebbene ciò colpisca più che altro il mercato consumer, inevitabilmente gli utenti portano queste aspettative anche nell’ambiente lavorativo, costringendo amministratori e produttori a trovare soluzioni per soddisfare queste esigenze.

Questa ondata di “informatica domestica” aggiunge ulteriore complessità ai processi decisionali aziendali, spesso con risultati negativi e controproducenti. Una volta, la familiarità tra i dispositivi di casa e lavoro era percepita come un segnale positivo; tuttavia nel mondo business il dispositivo endpoint è uno strumento prettamente di lavoro e non d’intrattenimento, ideato per accedere ad applicativi aziendali e portare a compimento i propri obiettivi lavorativi in maniera efficiente.
Il mercato degli endpoint non è più guidato solo da dispositivi solidi e low cost. I produttori moderni devono investire di più in ricerca e innovazione per capire il mercato e rispondere ad esigenze sempre più mutevoli.

Seppur le moderne tecnologie di VDI stiano ridisegnando lo scopo dei dispositivi, non dobbiamo dimenticare ed ignorare i loro principali benefici. Il focus va tenuto sul concetto di gestione centralizzata remota a vantaggio di utenti e amministratori.
Oggi, le aziende hanno a disposizione un ampio spettro di dispositivi endpoint, e per ottimizzare la gestione degli stessi viene richiesto l’utilizzo di molteplici strumenti: servizi di Active Directory (o simile) e applicativi di terzi parti. Invece di aiutare e migliorare lo spazio di lavoro (workspace), questo spesso complica e peggiora la vita degli amministratori e utenti.
I dispostivi Thin e Zero Client vengono spesso pubblicizzati come la soluzione perfetta per l’accesso a tecnologie VDI. In genere, i Thin Client fanno parte di progetti dove un mix di dispositivi viene utilizzato per una varietà di scopi diversi. Generalmente, un ambiente misto avrà PC datati per l’esecuzione di applicativi legacy, computer portatili per connettività Wi-Fi e roaming, smartphone e tablet per comunicare e i Thin Client per scopi amministrativi specifici.
Progetti ed implementazioni di soli dispositivi Thin Client dipendono in larga misura da esigenze di gestione e contenimento di costi operativi. I principali produttori investono fortemente nell’innovazione e ricerca per espandere le potenzialità delle loro soluzioni software e rispondere in modo più strategico alle necessità del mondo business. Si sta entrando nell’era del “workspace management” in cui i produttori di hardware si trasformano in software house ideando soluzioni per facilitare l’accesso alle infrastrutture VDI e applicazioni cloud, indipendentemente dai dispositivi usati. L’obiettivo è quello di espandere il potenziale delle soluzioni software, semplificando la vita degli amministratori con soluzioni di gestione centralizzata e migliorando l’esperienza utente offrendo un’interfaccia grafica semplice, smart su tutti i dispositivi.

Il sorgere sempre più repentino di soluzioni software di conversione, soluzioni kiosk e di “shell replacement” estende i vantaggi della gestione Thin Client a qualsiasi dispositivo, garantendo il supporto di applicativi legacy che non possono essere migrati a VDI o cloud. È ora possibile trasformare dispositivi, come PC e portatili, in potenti “Thin Client” dal footprint “leggero”, fornendo un’esperienza utente unica e costante, e migliorando sensibilmente la gestione e il monitoraggio delle postazioni lavoro.

Grazie a queste innovative soluzioni di integrazione, cadono i limiti tecnologici e le aziende possono determinare con più sicurezza e lungimiranza standard aziendali per l’accesso a servizi VDI e cloud bypassando il dispositivo. Queste scelte tecnologiche devono essere pervasive, affinché possano migliorare i costi operativi aziendali e la produttività globale dei dipendenti.

L’emergere di queste soluzioni di gestione “agnostiche” pone fine a molti limiti tecnologici, creando opportunità e risolvendo molti problemi aziendali. La gestione del “workspace” diventa così il fattore chiave per espandere il potenziale e la capacità dei dispositivi endpoint, andando oltre la solita e superficiale etichetta del dispositivo considerato “ultimo pezzo del puzzle”.


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