Article by Sara Curzel

Il mercato del Cloud: come valutare e scegliere la soluzione migliore per la tua azienda

Se stai implementando un’infrastruttura Cloud, probabilmente sai che è necessario effettuare una valutazione rigorosa di tutte le offerte che si trovano sul mercato e seguire un processo decisionale ben strutturato per scegliere il servizio che più si adatta alla tua azienda.

Se ti trovi nel bel mezzo di questo processo o stai pensando a come affrontalo, troverai interessante e utile la nostra intervista a Scott Feuless, uno dei maggiori esperti mondiali sulla misurazione e valutazione dei servizi Cloud. La sua esperienza con il Cloud Computing è iniziata nel 1999 quando ha contribuito a trasformare un piccolo software Value Added Reseller in una startup pubblica Application Service Provider (ASP) in qualità di Chief Technology Officer della società. Scott ha anche aderito al Cloud Services Measurement Initiative Consortium (CSMIC), dove è stato il principale autore delle metriche di valutazione dei servizi.

Scott, inoltre, è l’autore del libro The Cloud Service Evaluation Handbook: How to Choose the Right Service, che presenta un set completo di parametri per la valutazione dei servizi Cloud, oltre a linee guida, best practices ed esempi che possono aiutare durante il processo decisionale.

– Scott, puoi dirci qualcosa di più sul tuo libro e perché è stato così importante per te scriverlo?

Assolutamente. Quando ho guardato alla varietà di libri sul Cloud in commercio, quello che ho visto è che si dividevano in due grandi categorie generali. Una racchiudeva le guide tecniche, rivolte soprattutto gli sviluppatori, su come scrivere applicazioni per il Cloud e sfruttare le API e gli strumenti che si possono ottenere da Amazon, Microsoft e Google. L’altra categoria comprendeva una discussione di base su cos’era il Cloud, cosa lo rendeva diverso dal computing tradizionale e perché era così importante.

Ho visto che c’era bisogno di una seconda generazione di libri sul Cloud, che andasse al di là delle nozioni di base e che fornisse le conoscenze pratiche a chi aveva bisogno di adottare servizi Cloud senza commettere grossi errori. Troppe aziende hanno firmato per un servizio senza passare per un processo decisionale rigoroso e, naturalmente, ciò li ha messi alla mercé dei fornitori e causato delusioni. Gli uffici acquisti, in particolare, sono stati lasciati completamente fuori dal giro per quanto riguarda le modifiche al loro processo, che sarebbe stato necessario per traghettare con successo le aziende verso il Cloud

Ero in una posizione particolarmente favorevole per rispondere a queste esigenze perché avevo da poco finito di lavorare per un consorzio (CSMIC) che si occupava proprio di questo, un consorzio ora non più esistente. Avevo redatto numerose metriche standard che potevano essere utilizzate per valutare i servizi Cloud e per formare una decisione informata all’acquisto. Purtroppo, il consorzio è stato chiuso prima che il lavoro fosse completato, e gli standard non sono mai stai pubblicati, ma tutte le informazioni derivanti da queste ricerche erano tutte nella mia testa.

Così ho deciso di scrivere un libro che poteva essere utilizzato da professionisti dell’IT e uffici acquisti per misurare, valutare e selezionare i servizi Cloud, utilizzando un quadro globale coerente e riutilizzabile. Questo quadro e tutte le sue metriche sono documentati nel libro. Chiunque voglia acquisire una conoscenza approfondita su quanto sia differente acquistare servizi Cloud e servizi IT tradizionali, quali fattori devono essere considerati, quali metriche possono essere utilizzate e come dovrebbe essere fatta la selezione finale, troverà un grande valore in questo libro.

– Quali sono le nuove realtà del mercato Cloud e come si differenziano da quelle vecchie?

Ci sono molte nuove realtà, ma un argomento che tocco nel mio libro è il fatto che il vecchio mercato dei servizi IT è stato costruito attorno al fare offerte personalizzate e specifiche per ogni cliente. Ogni cliente costruiva un documento RFP (Request For Proposal) che disponeva nei particolari come doveva essere consegnato il servizio, quali erano le responsabilità del fornitore, che tipo di contratti di servizio venivano richiesti, i volumi di servizio che il cliente si aspettava, il livello di competenza del personale che forniva il servizio, l’esatta struttura per presentare i prezzi e così via. Ciò che ogni fornitore doveva fare era dire “Sì, faremo tutte le cose che stai chiedendo, inoltre ti offriamo un valore aggiunto per portare le tue operazioni allo stato da te desiderato; questo è ciò che ti fattureremo nel formato che hai richiesto“. Visto che tutti i prezzi venivano presentati nello stesso formato, era facile confrontarli, così come selezionare il vincitore una volta che giungevano le risposte RFP. Tutto ciò che il fornitore selezionato aveva concordato nella RFP finiva poi dritto nel contratto. Si può ancora concludere l’affare in questo modo, se parliamo di Cloud privato personalizzato fornito da IBM, CSC o HP, ma il Public Cloud è qualcosa di completamente diverso.

Se parliamo di Amazon, Microsoft o Google, non è possibile personalizzare le offerte. Questo non è il loro modello di business, quindi se si vuole anche un po’ di personalizzazione bisogna spendere una grande quantità di denaro – come ha fatto la CIA con Amazon qualche anno fa.

I clienti sono quindi tenuti a accontentarsi di servizi altamente standardizzati in cambio di prezzi bassi e di un’automazione superiore che offre qualcosa che l’IT tradizionale non ha mai potuto offrire: rapida elasticità. Quindi, se i servizi sono standardizzati, questo significa sono scelti da un menu senza la possibilità di specificare qualcosa di personalizzato; ciò costituisce un enorme shock per la maggior parte degli uffici acquisti. Il problema ancora più grande è che la necessità di tutto il lavoro che è veniva svolto per redigere i documenti RFP non è scomparsa. Si è mossa lungo il ciclo degli acquisti nella fase di valutazione. Ora, invece di avere risposte alle RFP, tutte redatte nello stesso formato e semplici da confrontare, si deve guardare al servizio di ogni fornitore e alle caratteristiche, livelli di servizio e prezzi di ciascuno. E lasciate che vi dica che il prezzo dei fornitori di Cloud pubblici può sembrare facile da confrontare, ma non lo è. Ogni provider include diverse funzionalità, costruite su tecnologie diverse, con differenti livelli di servizio, ciascuno con prezzi differenti.

Mi ricordo quando Amazon ha annunciato l’avvento dei suoi servizi di Cloud Computing, tutti si chiedevano “perché mai un rivenditore come Amazon deve entrare nel business della vendita di tecnologia di data center?“. Ma stavano guardando la cosa nel modo sbagliato. Amazon aveva già un grande successo nella vendita di libri, e hanno ampliato la vendita ad altri prodotti commerciali come i software con accordo di licenza con l’utente finale (EULA). Stava essenzialmente reinventando i servizi di data center in modo che potessero essere venduti come i software, semplificando notevolmente e “impacchettando” un prodotto complesso che poteva vendere in massa e in scala, nello stesso modo in cui vendeva tutto il resto.

Purtroppo, la maggior parte dei clienti si è concentrata solo sulla tecnologia che il Cloud Computing utilizzava per fornire servizi e la modalità semplice con la quale era possibile acquistarla, così il mercato ha trascurato il fatto che non si compra un pacchetto software semplicemente confrontando i prezzi, e nemmeno il Cloud Computing deve essere acquistato in questo modo. Se voglio comprare, ad esempio, un sistema di risorse umane per la mia azienda, non mi basta chiedere il prezzo a Workday e Peoplesoft e scegliere il più economico. Devo prima fare una valutazione rigorosa assicurarmi di aver scelto quello che soddisferà al meglio le mie esigenze, prendendo in considerazione il prezzo solo come una delle molte variabili da valutare. Un sacco di gente non segue questa logica con il Cloud oggi, ma dovrebbe farlo.


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