Article by Karolina Kurzac

Il tuo capo ti voleva in ufficio, perché ora non è più così?

Ricordi i vecchi tempi, quando era praticamente impossibile chiedere al tuo capo di lavorare da casa? Potevi chiederglielo mille volte, avere motivi legittimi, assicurargli che saresti stato addirittura più produttivo ma comunque, lui non ti avrebbe fatto lavorare in altro luogo se non nel tuo caro ufficio.

Ma i tempi stanno cambiando. Al giorno d’oggi sia le grandi aziende che le piccole startup incoraggiano i loro dipendenti a lavorare da casa. Alcune compagnie sviluppano policy e dei veri e propri credo attorno a questo flessibile approccio al lavoro. Un mio amico, che lavora nella sede di uno dei più grandi retailer del settore alimentare deve lavorare da remoto almeno un giorno a settimana. Un altro amico lavora per una compagnia che conta 120 dipendenti e lo spazio negli uffici può accogliere solamente 100 di loro. Chi arriva tardi torna a casa o lavora dal bar vicino.

Solo alcuni anni fa era impossibile pensare a situazioni del genere. Cosa è successo, e cosa è cambiato? Scaviamo più a fondo per capire perché ora il lavoro da remoto è diventato non solo un trend ma una realtà che coinvolge molti dipendenti.

 

 

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La nuova tecnologia e la crescente popolarità di Cloud e VDI permettono un accesso semplice alle risorse organizzative, dovunque e da qualsiasi dispositivo. Secondo molti report, nel 2016 più del 90% delle aziende nel mondo hanno portato il loro business nel Cloud (http://www.rightscale.com/blog/cloud-industry-insights/cloud-computing-trends-2016-state-cloud-surveyhttp://www.marketwired.com/press-release/survey-93-percent-of-organizations-use-cloud-based-it-services-2103764.htm).

Allo stesso modo, le aziende tech sono entrate in competizione per creare le soluzioni più geniali ed innovative (sia software che hardware) per permettere un accesso istantaneo e semplice alle applicazioni e alle risorse. Da questo risulta un mercato formato da un grande numero di dispositivi affidabili e a prezzi ragionevoli, tra i quali scegliere.

 

 

 

 

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Quando lavoravo per una compagnia a Londra, la ragione principale per la quale il mio capo non mi avrebbe permesso di lavorare da casa era collegata a questioni di sicurezza e controllo. Ma oggi, se un’azienda sceglie bene sia l’hardware che il software, connettere applicazioni e dati diventa sicuro ed efficiente. La possibilità di perdere dati o prendere virus sono vicine allo zero.

In più, se il tuo capo è preoccupato per quanto riguarda la tua produttività, può installare sul dispositivo che utilizzi un software che traccia il tuo operato e invia report, come Harvest. Le soluzioni per migliorare la produttività sono infinite. Le aziende richiedono sempre più software con desktop lockdown come Praim Agile che permette di gestire centralmente il dispositivo e funziona anche come strumento anti-distrazione (se cercate un metodo divertente per migliorare la produttività cercate ForestApp).

 

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Avere dei dipendenti che lavorano da remoto è vantaggioso sia per l’azienda che per i dipendenti stessi. L’azienda può diminuire in questo modo i costi per l’energia elettrica e per i locali utilizzati e avere meno persone in ufficio significa abbassare varie spese: dalle bollette alle spese per le pulizie. Inoltre, le aziende non hanno la necessità di ampliare gli uffici e possono investire nello sviluppo dei dipendenti. American Express, ad esempio, risparmia tra i 10 e i 15 milioni di dollari all’anno grazie all’opzione di lavoro da remoto.

D’altra parte, i dipendenti risparmiano tempo e denaro sui viaggi casa-lavoro (un abbonamento mensile in città come Londra, per esempio, diventa una spesa importante). Inoltre, i viaggi da pendolari, specialmente in aree metropolitane, possono essere stressanti ed occupare buona parte della giornata.

 

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La globalizzazione ormai non è nulla di nuovo (questo processo su larga scala iniziò già nel XIX secolo) ma i suoi effetti stanno comunque aumentando, diventando sempre più potenti e visibili. Molte aziende, specialmente le piccole startup, notano come, espandendosi, non devono necessariamente assumere persone che vivono nella stessa città o Stato.

Prima di tutto perché le persone migliori e più talentuose non vengono necessariamente a bussare alla porta. Inoltre, per un’azienda nel Regno Unito che opera sul mercato italiano, con un 70% di clienti italiani, ha molto più senso assumere dipendenti che vivono nella stessa zona. Avere dei dipendenti che si trovano vicini ai tuoi clienti è una strategia che molte aziende adottano.

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Ultima riflessione, ma non per importanza, riguarda i dipendenti, che tendono ad essere più produttivi e a sentirsi più soddisfatti lavorando da remoto. Negli ultimi anni, molti sondaggi hanno mostrato come il lavoro da remoto aumenta la produttività! Nello studio condotto da Nicholas Bloom and James Liang, i risultati hanno mostrato come i dipendenti fossero il 13,5% più produttivi lavorando da casa, il che si tramutava in quasi un giorno lavorativo in più per le aziende.

Un altro studio del 2016, condotto su 200.000 dipendenti, ha confermato che chi lavora da remoto è più felice, più produttivo e più stimato dai colleghi che lavorano in ufficio.

 

 

 

 

 

 

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Il lavoro da remoto è un trend in costante e significativo aumento e una delle ragioni più importanti è sicuramente da ricercarsi nelle nuove tecnologie che permettono una connessione sicura e veloce alle risorse di lavoro direttamente da casa o da qualsiasi altro luogo nel mondo. Secondo un nuovo sondaggio promosso da Gensler (2016), i dipendenti più innovativi dividono il loro tempo lavorando da casa e da remoto. Solo negli Stati Uniti, il numero di dipendenti che lavorano da casa è aumentato del 103% tra il 20015 e il 2016.

Vedremo quanto velocemente aumenterà questo trend nei prossimi anni.


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