Article by Nicola Manica

La mia esperienza al Citrix ServTech

Di ritorno da Varsavia ho avuto modo di ripensare alla mia esperienza al Citrix ServTech, un evento tecnico dedicato al personale e ai partner del vendor americano di virtualizzazione: durante la settimana ho avuto la possibilità di condividere idee e riflessioni con persone che saranno fra gli artefici del futuro dell’IT. Da sempre sono convinto che l’innovazione sia fatta prima dalle persone che dalle idee e questo mio pensiero è stato confermato da un evento che è stato in grado di attrarre persone appassionate e visionarie, oltre che incredibilmente competenti.

Mi è parso di intuire che la direzione intrapresa da Citrix, sia totalmente in linea con quello che vorrei portare avanti a livello di innovazione all’interno dei prodotti Praim. Una delle problematiche che ha reso complicata la virtualizzazione del desktop all’interno delle aziende è stata la poca attenzione nei confronti dell’utilizzatore finale. La virtualizzazione ha fornito degli strumenti eccezionali dal punto di vista della gestione, dell’aggiornamento, del controllo e di tutto quello che riguarda le operazioni manuali che rendevano impossibile la vita degli IT admin. Peccato però che operazioni come backup, aggiornamenti, installazione di applicazioni siano attività che le persone non notano: si accorgono di cosa siano solamente quando queste non ci sono. Vengono date per scontate. La virtualizzazione del desktop ha permesso lo sviluppo di casi d’uso mai visti prima: ma come far percepire questo concetto all’azienda? Ora il Cloud porterà ulteriori novità, e tenderà ad eliminare la necessità di avere un IT admin interno e fisicamente presente in azienda.

L’avvento di soluzioni come il Citrix Workspace Hub confermano la volontà di concentrare l’attenzione sull’utilizzatore finale, che potrà toccare con mano un modo differente di utilizzare gli strumenti di lavoro, come qualcosa di proprio che lo possano sempre accompagnare. Non si tratta di un concetto rivoluzionario dal punto di vista tecnologico, probabilmente i singoli elementi che compongono la soluzione erano già presenti da tempo, ma sono stati combinati per offrire all’utilizzatore del digital workspace una metodologia di accesso alle applicazioni più semplice e intuitiva. È venuto il momento di far sentire gli utenti “virtualizzati” come possessori di un iPhone e non come possessori di un Nokia 3310 (indistruttibile, che consuma pochissimo, ma terribilmente “vintage”).

È stato bello fare parte di tutto questo, perché la nostra soluzione ThinMan Smart Identity nasce proprio dagli stessi concetti. Avere l’occasione di dimostrare la nostra soluzione di autenticazione, implementata anche su Berry, il nuovo Thin Client basato su Raspberry Pi3 B+, a persone competenti e vederle apprezzare la cura messa nei dettagli del nostro software, ha aumentato la mia convinzione di essere sulla strada giusta. La strada che consentirà di portare sempre più utenti ad essere soddisfatti del loro nuovo modo di lavorare.

 

 

Nicola Manica è un girovago appassionato del continente africano e un nerd di sistemi open source, con un grande interesse per i sistemi operativi, in particolare verso quelli real time. Ha conseguito la laurea magistrale e il dottorato in Scienze Informatiche. Nicola è responsabile R&D in Praim dal 2013 e guida lo sviluppo di tutti i prodotti Praim.

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