Article by Stefano Bonmassar

L’evoluzione delle architetture IT, come sta cambiando il modello di erogazione

L’evoluzione dell’Information Technology negli ultimi trent’anni ha viaggiato a ritmo esponenziale. Praim da parte sua ha assistito a questa evoluzione da protagonista, vivendo quello che è stato un passaggio inizialmente legato all’hardware fisico arrivando fino al Cloud Computing, in cui la componente predominante è quella virtuale.

Gli anni ’60-’80 furono quelli del successo dei grandi elaboratori centrali, interconnessi su reti proprietarie a terminali lato utente con risorse limitate. Il modello, legato essenzialmente alle risorse fornite dall’elaboratore centrale, rendeva difficile la scalabilità del sistema in quanto all’aumentare delle richieste, l’hardware di elaborazione doveva essere fisicamente sostituito.

L’avvento del Personal Computer tra gli anni ’80-’90 e successivamente del World Wide Web portò ad un radicale cambiamento nell’organizzazione aziendale e reso apparentemente obsoleti i potenti elaboratori centrali. Da una parte le risorse hardware cominciarono a duplicare di anno in anno, dall’altra sempre più PC vennero interconnessi tra loro abilitando le aziende nel gestire applicazioni e dati in maniera distribuita. L’esplosione di questa modalità ne evidenziò anche i limiti: le problematiche di mantenimento e di sicurezza resero la gestione del sistema troppo costosa per le aziende.

Il periodo successivo vide lo sviluppo di un nuovo modello alternativo, definito Server Based Computing, che prevedeva la centralizzazione sui nuovi e potenti server delle applicazioni, con l’utilizzo di dispositivi Thin connessi in rete e architetture Citrix o Microsoft Terminal Server. Tutte queste soluzioni erano però ancora dipendenti dall’hardware.

La vera innovazione arrivò con la virtualizzazione, introdotta da VMware, che sviluppò il concetto di indipendenza tra hardware e software. Da questo punto in poi inizia il periodo della Server Consolidation, ancora oggi in atto, con la virtualizzazione di interi data center, che possono a questo punto, utilizzare sia risorse interne che esterne all’azienda. È la prima forma di quello che verrà in seguito definito Cloud.

Con lo svilupparsi del Cloud le aziende fornitrici di soluzioni software hanno potuto cominciare ad offrire servizi direttamente attraverso la rete internet. Questo segnò un radicale cambiamento, perché non è più necessario acquistare un software ed installarlo sul proprio PC o server, ma è sufficiente sottoscrivere un canone per utilizzarlo. Questo modello, adottato prima nel mercato consumer e sempre più nel mercato business, è il modello definito “as a service”. Gli investimenti worldwide per soluzioni aaS riportano una crescita del 20% su base annua e sono rilevati come un elemento di rinnovamento tecnologico e strategico per il mercato business.

Il Cloud è parte dell’evoluzione IT iniziata oltre 30 anni fa, che sempre di più è alla base dei servizi che utilizziamo tutti i giorni, sia come privati o come aziende; va quindi conosciuto per sfruttarne al meglio i vantaggi. Il Cloud introduce però cambiamenti importanti, dai modelli di vendita, alle modalità di fornitura dei servizi, alle figure professionali ICT… che meritano un ulteriore approfondimento.

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