Ci siamo quasi, il 14 gennaio 2020 Microsoft terminerà anche il periodo di extended support per il sistema operativo Windows 7. Questo è l’ultimo previsto, quello successivo al Mainstream support già terminato il 13 gennaio 2015, durante il quale Microsoft assicurava il pieno supporto e sviluppo al sistema operativo.

Ebbene sì, già dal 2015 Microsoft ha iniziato a non sviluppare più nuove funzionalità per questo sistema operativo e ha rilasciato solamente soluzioni a “bug” funzionali o di sicurezza.
E dopo il 14 gennaio 2020 cosa succederà? Microsoft terminerà tutte le attività di supporto, anche delle componenti funzionali e di sicurezza. Il sistema operativo potrà continuare a essere utilizzato, ma rimarrà di fatto esposto ai rischi di sicurezza e compatibilità.

È un rischio che le aziende possono correre?

La risposta è certamente NO! È un problema da risolvere entro la scadenza o comunque in tempi molto prossimi. Nonostante il periodo sia agli sgoccioli, però, ci sono ancora molte aziende che non sono riuscite a migrare, oppure lo hanno fatto solo parzialmente. Si prevede che una percentuale significativa non riuscirà a concludere la migrazione entro gennaio 2020.

Esistono formule di estensione del servizio: Microsoft può quotare dei contratti dedicati. Ci risulta che alcune grandi aziende che sono in ritardo in questo processo le abbiano richieste, ma i costi sono elevatissimi e duplicano di anno in anno. Microsoft ha dato un largo preavviso a questo termine, la soluzione proposta è da tempo disponibile, ovvero migrare a Windows 10 con una nuova politica di lifecycle. Ma far migrare a Windows 10 tutti i desktop di un’azienda non è un’operazione semplice e nasconde molte criticità.

Quali possono essere le principali criticità nella migrazione?

Le stime riportano che il 50% di problematiche è dovuto a incompatibilità con le applicazioni “legacy” sviluppate nel corso degli anni dalle aziende. Oltre a questi si devono considerare i requisiti hardware necessari per supportare Windows 10: si stima che il 34% dei PC di generazione precedente non sia compatibile e quindi sia richiesta una sostituzione, con il conseguente aumento dei costi di migrazione.
Gli investimenti per affrontare questa migrazione sono importanti, ma questa è anche una grande opportunità per introdurre in azienda nuovi strumenti, indispensabili per affrontare i processi della trasformazione digitale.
Gestire una migrazione del sistema operativo dei desktop aziendali, mantenendo la precedente logica di desktop distribuito tradizionale, senza cogliere l’opportunità di introdurre un cambio tecnologico, è un investimento elevato e senza ritorno.

E Praim, come può aiutare in questo contesto?

Molti nostri clienti sono già migrati a Windows 10. Lo hanno fatto con maggiore semplicità, in quanto avevano già adottato una soluzione basata su infrastruttura di desktop virtuali, VDI.
Una architettura VDI permette di spostare al centro e risolvere molte delle criticità elencate, offre strumenti di gestione e controllo centralizzati e libera totalmente dalle problematiche di compatibilità e sicurezza sulle postazioni di lavoro. Nell’insieme un’architettura VDI permette di accelerare moltissimo i tempi di migrazione a Windows 10, riduce la complessità, migliora la produttività dell’azienda e abilita gli utenti allo smart working, da qualsiasi postazione, anche multi-device.

Praim sviluppa i propri prodotti in questo contesto da molti anni e offre un’ampia gamma di soluzioni hardware e software per la creazione e gestione della postazione di lavoro. Oltre allo specifico prodotto Thin Client, disegnato per queste infrastrutture, Praim ha reso disponibile il sistema operativo Thin Client ThinOX. Acquistabile oggi su licenza, ThinOX4PC permette di convertire qualsiasi hardware PC in un Thin Client, introducendo moltissimi vantaggi. Leggi in questo articolo come ThinOX4PC può essere una valida soluzione nella migrazione da Windows 7.

E se per qualche specifica ragione alcune postazioni di lavoro nella vostra società devono rimanere con il sistema operativo Windows locale, è possibile semplificarne l’accesso, proteggerle dalle manomissioni degli utenti e gestirle centralmente come se fossero dei Thin Client, ma con OS Windows. A questo scopo, Praim ha sviluppato la soluzione Agile4PC disegnata per unificare l’interfaccia di accesso Windows e gestire centralmente i profili e il supporto per tutti questi endpoint.

La migrazione ad una infrastruttura VDI non è un’operazione banale, non può essere improvvisata e richiede a sua volta investimenti importanti e una corretta pianificazione. Oggi il mercato offre soluzioni di iperconvergenza con elevate prestazioni, che permettono di ridurre i costi e semplificare la progettazione. Il nostro consiglio è quello di rivolgersi a dei partner qualificati che offrono specifiche competenze per guidare l’azienda nella scelta tecnologica. Inoltre non è più obbligatorio dotarsi di un’infrastruttura in azienda, ma molti di questi servizi possono essere disponibili direttamente in Cloud, abbattendo l’investimento iniziale e gestendo invece un costo a canone dimensionato al servizio utilizzato.
Non fermatevi al costo iniziale, devono essere valutati con attenzione tutti i benefici che ne conseguono. Il ritorno dell’investimento (ROI) è garantito dalla riduzione dei costi di gestione e di supporto, dall’aumento di affidabilità, sicurezza e scalabilità del sistema e dalla migliorata produttività aziendale che ne consegue. Una volta adottata una soluzione VDI, rendere disponibile una postazione di lavoro a un nuovo collaboratore in azienda, oppure ripristinare una postazione, richiede pochi minuti e qualche click.

I clienti che hanno adottato queste soluzioni già da alcuni anni, non hanno dubbi. I precursori lo hanno fatto prima del termine del supporto di Windows XP, e non tornerebbero più indietro. Abbiamo clienti che hanno potuto far migrare migliaia di postazioni di lavoro Windows XP a Windows 7 in pochi giorni, con una dinamicità che sarebbe stata impossibile utilizzando un’architettura tradizionale. Ora è il turno di Windows 10, non aspettate il prossimo sistema operativo per innovare, potrebbe essere troppo tardi.