La mia esperienza al Citrix Summit 2020

2020-03-02T10:17:10+01:0023 Gennaio 2020|

Anche quest’anno a Orlando, in Florida, si è svolto il Citrix Summit: un evento che rappresenta per me un’occasione per incontrare le persone di Citrix con cui collaboriamo “remotamente” durante tutto il corso dell’anno. I partecipanti all’evento che si è tenuto presso il  Dolphin Hotel sono stati circa 5.000, tra dipendenti Citrix e partner.

Le indicazioni

La strada delineata segue quella già tracciata lo scorso anno: la migrazione verso il Cloud. I keynote speaker in tutte le sessioni parlano di come le soluzioni Citrix siano ormai mature (o comunque lo saranno a breve) per migrare la maggior parte dei clienti, in infrastrutture in Cloud. Il Cloud visto non tanto come metodo per vincolare il cliente, ma come abilitatore di nuove funzionalità che possono coprire al meglio -e in maniera più rapida- le esigenze dei vari clienti.
In particolare, l’esperienza Workspace diventerà sempre più inclusiva, integrando molte tecnologie (di fatto tutti i keynote hanno parlato di soluzione Citrix, più che dei specifici prodotti).

Cloud: perché? 

Ho assistito a vari speech e gli argomenti di punta vertevano in particolare su due aspetti: l’integrabilità e gli Analytics.
L’integrabilità della soluzione Workspace dovrebbe permettere in futuro di avere un unico pannello contenente applicativi, dati e notifiche in grado di abilitare l’utente alla gestione del proprio lavoro quotidiano da un’unica cabina di regia. Durante alcuni talk si è visto come sia presente la volontà di portare sempre più system integrator a sviluppare integrazioni con applicazioni non Citrix tramite il Workspace, diffondendo lo sviluppo delle cosiddette micro app.
Raccogliendo i dati di utilizzo attraverso gli Analytics, invece, cercherà di abilitare l’automazione di tutti quei task ripetitivi e spesso manuali che non portano valore all’azienda.

Annunci

Il Summit di quest’anno non ha portato grandi annunci dal punto di vista tecnico.
In ogni caso, ci sono stati spunti interessanti: si è parlato molto dell’integrazione con Microsoft “Teams”, che utilizzando le specifiche Webrtc, non necessita di installazioni particolari (come succedeva con L’HDX optimization riguardo Skype4Businness). Questa nuova modalità di accesso alle periferiche remotizzate dovrebbe permettere una compatibilità (almeno su carta) senza necessità di testare ogni tipologia di periferica.
È stato specificato che nel corso dell’anno verranno resi disponibili anche nelle installazioni Cloud i vari tool che ad oggi sono disponibili esclusivamente su installazioni On-premise. Per fare questo, sarà necessario rivedere in parte alcuni prodotti, portandoli da applicazioni di tipo “standard” ad applicazioni di tipo “web”.
Altra cosa molto interessante è l’introduzione in maniera semplificata della gestione di installazioni multitenant, ad oggi ancora complessa. Si è parlato molto di come si può facilmente integrare un prodotto di terze parti all’interno del Workspace. In questo campo ci sono nuovi tool che possono aiutare in molti ambiti: la creazione di app senza dover per forza scrivere codice, il debug.

Cos’è mancato?

Come azienda mi sarei aspettato, anche in seguito agli annunci dell’anno scorso, qualche accenno in più al progetto Workspace Hub, evidenziato con grande enfasi durante il Summit dell’anno scorso e praticamente sparito quest’anno.
Altra cosa che mi ha stupito, è stato lo scarso spazio dato a tecnologie emergenti che si stanno diffondendo in maniera rapida e pervasiva, quali container e kubernetes. Se la volontà è quella di coinvolgere il maggior numero di developer verso lo sviluppo delle micro app, mi sarei aspettato anche qualche accenno a come queste due tecnologie non siano antagoniste, ma possano essere integrate facilmente.

E l’Italia?

Come avvenuto spesso negli ultimi anni, l’Italia è stata protagonista, sia nelle nomination che nei premi raccolti. L’Italia è inclusa in una zona più ampia denominata Western and Southern Europe e per quanto riguarda i premiati, nelle tre categorie previste, due sono stati i vincitori (di 5 partner/distributori italiani – su 9 totali).

Bilancio Finale

Dal mio punto di vista, essere presenti al Summit ogni anno è fondamentale per essere allineati in quanto partner tecnologico ed essenziale per incontrare e poter instaurare una collaborazione proficua con l’azienda stessa e i partner presenti.
Considerando l’evento dal mio lato più tecnico, però, (di fatto rimango nel cuore uno sviluppatore) non sono rimasto del tutto soddisfatto. Come appassionato di tecnologia spero sempre in qualche annuncio di innovazione estrema che quest’anno non c’è stato.