L’importanza dei sistemi di videoconferenza per le aziende

2020-06-17T11:21:38+02:0015 Giugno 2020|

In questo periodo particolare i sistemi IT aziendali hanno dovuto affrontare una sfida importante: consentire con il più rapido metodo possibile il lavoro agile. In Italia si parla di modalità differenti di lavoro da anni, ma un’accelerazione così brusca non si era mai vista.

Anche se dettata in primo luogo dalla sopravvivenza, più che da una filosofia, sono sicuro sarà la base per un cambiamento di mentalità aziendale ormai da troppo tempo rimandato. Dicendo questo, pongo una grossa responsabilità nei reparti IT delle varie aziende, e nelle persone che forniscono servizi informatici. Di fatto saranno loro a dover riuscire a far percepire e toccare con mano che la tecnologia attuale consente di lavorare da casa o in mobilità senza perdere di produttività.
Le sfide sono molte, e variano dalla maggiore richiesta di sicurezza (accedere alle risorse aziendali dall’esterno crea sempre un po’ di ansia nei manager aziendali), alla difficoltà di utilizzo di connessioni casalinghe, non sempre performante come quelle aziendali.

Non tutte le aziende si sono trovate impreparate, di fatto chi aveva già intrapreso un percorso di virtualizzazione del desktop non ha avuto le stesse difficoltà delle altre. Questa tipologia di azienda ha avuto la strada spianata nel far accedere in maniera sicura i propri utenti; quello che sicuramente ha dovuto affrontare è il cambiamento degli strumenti utilizzati dai propri utenti.

Lavorare da casa, di fatto, non significa lavorare da soli, e questo spiega l’esplosione nell’utilizzo di sistemi di video collaboration da parte di moltissime aziende, come tool di condivisione nelle giornate di lavoro dei dipendenti.

Da un lato, l’utilizzo della tecnologia Citrix ha permesso di fornire velocemente gli strumenti necessari per lavorare, dall’altra ha creato la grande esigenza di supportare gli strumenti di collaboration in maniera efficiente. Parlando in termini tecnologici, supportare questa tipologia di flussi di rete è un task che crea scenari interessanti, anche se a volte complessi. Una delle cose che spesso non si riesce a far percepire è che la scelta dello strumento è fondamentale, e cambia radicalmente le modalità e le scelte possibili.

Teams, Zoom, Skype4Business, Google Meet, Slack,… sono solo alcuni esempi di software che hanno avuto un’impennata incredibile di richieste, e non solo in ambito aziendale.

Le due tecnologie, presenti ormai da anni, che permettono la gestione di flussi video di webcam attraverso una sessione Citrix sono la cosidetta HDX Realtime Webcam Video Compression e la USB generic redirection. La prima, consigliata da Citrix, comprime il flusso nell’endpoint, trasmettendo il video in maniera compressa alla macchina virtuale, che decomprime il flusso e crea un dispositivo virtuale all’interno della sessione. Il problema di questa modalità è che spesso soffre di incompatibilità con le applicazioni, in particolare ha diversi problemi quando esiste un mismatch tra le architetture del sistema operativo del client rispetto all’architettura su cui viene compilato il software. Inoltre, almeno su endpoint non Microsoft, la qualità del video è molto scarsa e l’encoding delle immagini lato client prevede di “pagare” una royalty a seconda dei codec video utilizzati.

La seconda modalità storica, la Generic USB redirection, aumenta di molto la compatibilità con software e dispositivi, trasferendo in maniera agnostica tutti i pacchetti USB relativi alla webcam direttamente alla sessione virtuale. Questa modalità non necessita di installare driver lato endpoint, ma allo stesso tempo comporta un alto utilizzo di banda, perché lo streaming è trasmesso non compresso.

A questi due metodi, presenti da molti anni, si aggiungono le ottimizzazioni specifiche per le differenti applicazioni: il caso più conosciuto è quello di Skype For Business, ottimizzazione che permette l’offloading e il peer to peer dei flussi audio e video dopo aver istanziato la chiamata. L’ottimizzazione richiede di installare un plugin, HDX RealTime Media Engine lato client, e un’altra componente chiamata HDX RealTime Connector all’interno del virtual desktop.

Allo stesso modo, è stata sviluppata in questi ultimi mesi un’ottimizzazione relativa a Microsoft Teams. Questa ottimizzazione permette, attraverso lo sviluppo di una nuova componente denominata HDX New Embedded Media Engine, di utilizzarlo senza installare componenti aggiuntive di effettuare l’offloading dello streaming video e audio. Ad oggi la feature è possibile solo attraverso endpoint Windows (video e audio), mentre su endpoint Linux esiste una versione in beta, ma solo per la parte audio.

Plugin specifici sono stati sviluppati anche per Cisco Jabber e Zoom, in questo caso bisogna fare molta attenzione alle versioni installate. Versione di server e client devono essere uguali.

Per quanto riguarda invece gli strumenti di collaboration basati su web, esiste una possibilità interessante, grazie ad una feature Citrix chiamata Browser Content Redirection. Questa consente di riprodurre sull’endpoint determinati indirizzi web, specificati nelle policy di ACL Citrix. Il browser locale viene sovrapposto al browser della sessione remota, in maniera trasparente all’utente. In questo caso bisogna porre l’attenzione alle ACL dei siti da ridirigere, soprattutto per quanto riguarda la sessione di autenticazione.

Per appronfondire la questione in maniera più tecnica, un buon punto di partenza è questo.

HDX Webcam compression example

HDX Webcam compression example (Note the Citrix HDX Web Camera)

Skype for Business Optmization Check

Skype for Business Optmization Check

Microsoft Teams

Teams Optmization Check and Results

Teams Optmization Check and Results