Article by Nicola Manica

Protocollo VMware Blast

Con l’uscita della versione 7 dell’Horizon View, VMware ha deciso di rilasciare un nuovo protocollo di renderizzazione video per la parte di virtualizzazione dei desktop chiamato BLAST.

Dal punto di vista tecnologico, almeno a livello generale, non si tratta di una novità, in quanto già da qualche tempo tale protocollo viene utilizzato per connettersi a macchine virtuali VMware attraverso il client HTML5.

I risultati incoraggianti del protocollo Blast hanno portato l’azienda a convincersi di utilizzare lo stesso anche per le connessioni effettuate anche attraverso l’Horizon View client. Se tecnologicamente parlando non è una rivoluzione, lo è di fatto per quello che riguarda le partnership tecnologiche: esso modifica in maniera sostanziale la dipendenza tecnologica di VMware verso Teradici, l’azienda canadese che detiene i diritti sull’implementazione del protocollo PCoIP.

Per dovere di cronaca VMware sostiene di non avere ad oggi differenti funzionalità tra i due protocolli e di volere mantenere lo sviluppo su entrambe le tecnologie. Vedremo nel tempo quali pieghe prenderà lo sviluppo. Ad oggi l’unica cosa che possiamo notare in questo senso è che nei prodotti Horizon sono sparite molte delle diciture che indicavano PCoIP.

Per quanto riguarda i protocolli e le codifiche utilizzate Blast non cambia radicalmente le cose rispetto a quello che già offriva il mercato: esso sfrutta una codifica H264 su connessioni TCP, a differenza di PCoIP che funziona in UDP su codifica JPEG. Generalmente passare da una codifica delle immagini JPEG ad una H264 significa permettere l’utilizzo di client meno performanti ma con decoder hardware H264, ormai ampiamente diffusi anche su thin client o sui moderni smartphone. Il rischio però è quello di aumentare il carico di lavoro del server.

Passare da un protocollo di tipo UDP ad uno TCP, sempre a livello generale, significa ridurre l’hoverhead nello scambio dei pacchetti in caso di reti affidabili e con ridotte latenze. Su reti wireless invece, caratterizzate spesso da latenze e da perdite di pacchetti, normalmente TCP risulta più oneroso e meno efficiente nell’utilizzo della banda disponibile.

Questo è ovviamente un concetto a livello generale, bisognerà vedere poi nei vari casi reali il comportamento dei due protocolli. Non credo comunque si potrà mai decretare un vincitore assoluto in termini di performance, saranno più che altro i fattori esterni a decidere caso per caso il protocollo migliore.

La strategia di VMware è comunque quella di utilizzare tecnologie che, almeno per quanto riguarda Blast, permetteranno il superamento dei limiti strutturali di protocollo, la partnership ad esempio con Riverbed, una delle tecnologie leader nell’ottimizzazione in reti WAN, ne è la controprova.

Aumentare il carico sul server potrebbe in alcuni casi rendere il sistema di virtualizzazione meno scalabile, ed è per questo che VMware ha sviluppato la possibilità di aggiungere una scheda grafica all’interno del server e di sfruttare il suo encoder H264. Con la scheda grafica accelerate il protocollo prende il nome di Blast Extreme. Esso abbatte i tempi di codifica delle immagini sul server, riportando di fatto i server VMware in linea con i livelli di scalabilità che conosciamo.

Tutti i thin client Praim e Praim Agile sono compatibili con Blast, oltre che a mantenere la compatibilità con il protocollo PCoIP.

Credits: VMware

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