Article by Michele Gasparoli

Come avverrà l’accesso alle applicazioni di domani?

Fin dagli inizi degli anni ’70, con l’introduzione nel mercato dei primi importanti “elaboratori elettronici”, si fece strada il concetto della centralizzazione delle applicazioni/programmi. Questi sistemi costosissimi, ingombranti ma altrettanto futuristici, e per quell’epoca performanti, videro la loro storia costellata di grandi successi e longevità che si spinge fino ai giorni nostri. Un sistema MainFrame IBM di quell’epoca poteva costare anche più di 4 milioni di dollari. Una cifra che anche oggi farebbe paura. Per utilizzare questi sistemi era sufficiente dotarsi di un terminale video molto semplice, e neanche tanto intelligente (ricordo che venivano chiamati in gergo inglese “Dumb Terminal”, “Terminale Stupido”, appunto). All’epoca si usava solo la tastiera. Il mouse sarebbe stato inventato molti anni dopo…

L’avvento dei Personal Computer, negli anni successivi, cambiò radicalmente il paradigma in auge allora. Le applicazioni, i documenti ed i programmi gestionali, potevano risiedere su ogni singola macchina, diventata ormai sempre più “intelligente” e veloce. Questo nuovo concetto di “distribuzione delle applicazioni” sulle singole macchine, diede nuovi impulsi al mondo dell’informatica, creando nel mondo, conoscenza, competenza, abilità e coscienza informatica.

Tuttavia, 10-15 anni fa, le aziende, che ormai vedevano proliferare Personal Computer su ogni singola scrivania, si accorsero che qualcosa non andava, o meglio, che stavano emergendo problemi e difficoltà nel controllare e gestire tutta questa intelligenza distribuita. Quasi come una profezia, stava affiorando nuovamente la scuola di pensiero IBM, in voga negli anni ’70. Applicazioni centralizzate, migliore controllo della postazione di lavoro, semplicità di utilizzo e massima sicurezza dei dati.

In tempi più recenti, grazie ad una migliore e capillare presenza di connettività internet, unita a costi di utilizzo più ragionevoli, si sono aperte nuove opportunità e necessità: lavorare con i propri sistemi informatici in mobilità e assoluta libertà, con qualsiasi dispositivo e da qualsiasi posto nel mondo.
Ecco perché oggi, sempre di più, le aziende investono in tecnologie e soluzioni che garantiscano accessi veloci, semplici e sicuri per offrire ai propri utenti, la facilità e la flessibilità migliore per accedere alle proprie applicazioni aziendali.

È finito il tempo dei “grossi” PC ricchi di sovrabbondante intelligenza e capacità computazionale quasi infinita. Oggi, molti guardano con rinnovato interesse, a “client” più smart, più semplici, più funzionali; dotati sì, di intelligenza, ma quanto basta per collegarsi ai server aziendali e fruire agevolmente delle applicazioni fornite centralmente.

Oggi è così che va il mondo. Velocità di esecuzione, semplicità di accesso, sicurezza dei dati; sul posto di lavoro, così come a casa, in metrò, in aeroporto, in treno, o in uno Starbucks.
Lasciamo che il PC prenda il degno e speciale posto nella storia del mondo informatico. La nuova concezione della postazione di lavoro è già nel nostro presente.

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